Durante il laboratorio del giovedì pomeriggio noi ragazzi iscritti della 2A e della 2C abbiamo iniziato a lavorare alla costruzione di un gioco di società. Volevamo riprodurre il Gioco dell’oca personalizzandolo seguendo le preferenze della classe.
Dopo esserci confrontati abbiamo deciso di chiamarlo L’oca del dire e del fare e di creare due percorsi.
Ci siamo divisi in due gruppi perché alcuni preferivano realizzare una versione sportiva del gioco con esercizi di ginnastica, altri invece una versione di cultura generale.
Entrambi i gruppi hanno iniziato il lavoro con il piede giusto. Dopo qualche giovedì però la squadra della cultura generale non sapeva come disegnare il percorso. Alla fine si è aggiustato tutto: hanno deciso di fare il percorso con i sassi come caselle, i cigni come pedine e lo sfondo del tabellone blu come uno stagno.
La squadra dello sport invece non sapeva se togliere dal percorso un elemento abbastanza difficile per chi giocava, oppure rimpiazzarlo con un esercizio più facile. Alla fine si è deciso di lasciarlo e di mettere una casella difficile ogni cinque.
Dopo che alle due squadre sono venuti in mente i percorsi, abbiamo poi iniziato a scrivere su un foglio un po’ di domande. Per esempio, di cultura generale: quali sono i colori primari, chi è Eva oppure qual è la capitale dell’Italia.
Gli esercizi di ginnastica scelti invece sono stati ad esempio la ruota, gli addominali e lo skip.
Dopo tanti giovedì di lavoro siamo riusciti a terminare il gioco.
Il gruppo della cultura generale ha provato se le domande funzionavano chiedendo a tre ragazzi della prima media di rispondere e hanno avuto conferma che le domande erano perfette e quindi per loro il lavoro era terminato.
Anche il gruppo sportivo dopo aver finito di colorare le orme tra le caselle e di scrivere le istruzioni ha finito.
Alla fine abbiamo giocato.